Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

sabato 8 dicembre 2012

Lettera al Giornaletto di Saul sulla ri-discesa in campo di Silvio Berlusconi



Questa,  sotto riportata, NON è una analisi politica, questa è una tiritera ad personam che elegge Berlusconi quale “mostro” per antonomasia e tutto il resto viene di conseguenza. Ergo i Monti, i Bersani, i Casini e altra gentaccia simile finisce, di fatto, per risultare più gradita o comunque meno peggio del “mostro Berlusconi”. Il che oltretutto è un assurdo perché qui: il più pulito ci ha la rogna!

Noi che non abbiamo simpatie per nessuno, che in caso di elezioni ce ne andiamo al mare, possiamo allora permetterci di stilare una nostra, sia pure approssimativa analisi, senza guardare in faccia a nessuno.

Premessa: che Berlusconi voglia ridiscendere in campo per i suoi interessi privati è ovvio, che 
il berlusconismo sia comunque una faccia di questo Sistema è altrettanto ovvio. Ed ancor più ovvio è il fatto che ben poco ci si può aspettare dalla politica del Cavaliere e dal suo entourage.

Detto questo dobbiamo ora considerare che in Italia, a seguito di una specie di colpo di Stato da parte dei banksters, sono stati eletti al governo un gruppo di cosiddetti “tecnici” il cui ruolo, i cui scopi e le cui iniziative portate avanti fino a questo momento, ed altre preannunciate, non lasciano alcun dubbio: affossare il paese stringendolo sempre più nella truffa del debito pubblico, drenare tutto quello che è possibile drenare dalle tasche dei cittadini e togliendolo dalle spese, anche le più necessarie e sacrosante dello Stato, onde consentire al paese di pagare i sempre crescenti tributi imposti dall’usura bancaria internazionale. Non che i “governi politici” non perseguano anche loro questi obiettivi, ma per i governi politici è una imposizione dei poteri forti che li condizionano, per il golpista Monti invece è una precisa e cosciente missione direttamente commissionata dal sistema bancario.

Di fronte a questa minaccia, concreta e reale, se per una qualsiasi contraddizioni interna al sistema stesso, se per la paura di essere letteralmente spazzato via dalla politica del paese (rischio serio che sta correndo il centro destra di Berlusconi), il Cavaliere ha deciso di mettere fine al governo Monti,  la notizia non può che essere ritenuta positiva.

Qui stiamo affogando in mezzo all’Oceano e non possiamo che attaccarci a tutto, anche ad una stecchetta di legno dei gelati.

Berlusconi è un grande paraculo e grande gestore dei media, ha immediatamente capito che nel paese sta crescendo una protesta, sempre più motivata, contro il potere bancario. E’ una ultima possibilità che gli è rimasta per avere qualche argomento. Non a caso, infatti, le sezioni del Pdl stanno affiggendo manifesti “contro il potere delle banche”. 

E’ ovvio che si tratta di demagogia, dello sfruttamento della coscienza popolare, ed è altrettanto ovvio che ben poco potrà essere fatto contro il potere bancario anche da un, tra l’altro molto difficile se non quasi impossibile, ritorno di Berlusconi al governo. Del resto il potere bancario può essere smontato solo se ci si pone fuori dai circuiti internazionali che lo sostengono, come qualche Stato è riuscito a fare.

Se consideriamo poi che, tra le critiche al governo Monti, il Pdl ha anche avanzato quella per il voto allOnu favorevole al seggio di osservatorio della Palestina, ci rendiamo conto della demagogia berlusconiana. Una accusa a Monti, oltretutto cervellotica, perché quel voto non poteva che essere scontato, e oltretutto il governo Monti è uno dei più filo israeliani che abbiamo mai avuto, tanto da conseguire accordi militari con Israele, anche se alcuni di questi accordi erano già stati iniziati da precedenti governi.

Ma che questi temi, bene o male, forse in questo caso più male che bene, siano esplosi e dovranno in qualche modo essere portati avanti, che si coalizzano ambienti, settori e personaggi, per una politica contraria all’usura bancaria, può essere un aspetto positivo.

Non è un caso che, il braccio armato dei Banksters, La Repubblica di De Benedetti, percepito il pericolo, stia dando fuori da matto, non è un caso che immediatamente certe agenzie di rating, hanno mandato messaggi ricattatori: per tutti costoro Monti deve finire di compiere lo scempio e la rapina per la quale era preposto. Dopo di che è già previsto il passaggio ad un governo di Centro sinistra guidato da Bersani, sempre gradito al potere bancario. Non è un caso che ambienti ultra atlantici si sono subito preoccupati di un Berlusconi che vanta una certa nota amicizia con Putin.

Per concludere, tutto questo discorso che non può che essere confuso e apparentemente contraddittorio, diciamo: noi non ci aspettiamo nulla di buono da un ritorno di Berlusconi e dalla sua demagogia, ma reputiamo positivo che Berlusconi abbia sgonfiato il “palloncino dei banksters” (sempre poi che mantenga questa iniziativa, perchè qui ancora nulla è definitivamente deciso).

Riteniamo positivo che nel paese vengano agitate tematiche contro l’usura bancaria, nella speranza che “da cosa, nasca cosa”.


Maurizio Barozzi 

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