Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

sabato 20 marzo 2010

Il Giornaletto di Saul del 21 marzo 2010 - Roma, Pater Noster, Nefertari a Mazzano, Veggie Pride a Milano, psichiatria del potere, medicina filosofica

Care, cari,

nel sito del Circolo Vegetariano ho pubblicato l'ipotesi di Vito De Russis, con commento aggiunto di Massimo Sega, sul motivo delle stragi di pedoni a Roma:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/03/20/roma-come-babilonia-vi-si-muore-per-strada-di-vito-de-russis-commento-aggiunto-sui-doveri-dei-pedoni-di-massimo-sega/

Oggi è il giorno dell'equinozio di primavera. Ci troviamo al Circolo di Calcata per l'agone poetico. Appuntamento alle h. 12.00 nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT., in via del Fontanile snc. ognuno porta qualcosa di vegetariano da condividere fraternamente. Durante il pranzo si declamano poesie di propria composizione o di composizione altrui. Più tardi alle h. 18.30 presso il teatro Cinabro di Calcata Vecchia mi esibisco in una commediola ridicola "Agenzia Fregoli" nella duplice parte di shantosa e di generale dei pompieri. Divertimento garantito, entrata libera, uscita a pagamento…"

Scrive Antonino Amato: "Da tempo Papandreou, Primo Ministro greco, lancia appelli all’Europa. E tutti concordano nel riconoscere che la Grecia è sotto l’assalto degli speculatori internazionali. Ma, quanto ai rimedi, gli Europei si dividono in "rigoristi" e "lassisti". E, mentre i medici discutono, il malato rischia di morire. Particolare curioso: gli speculatori internazionali usufruiscono dei finanziamenti della FED, la banca centrale degli USA, che stampa US $ dandoli alle sue banche con un aggravio dello 0,25%. Con questi soldi, presi a vilissimo interesse, gli speculatori internazionali impongono alla Grecia un interesse del 6%. Un interesse usuraio che strangola la Grecia. Il tutto in nome del libero mercato".

Scrive Veggie Pride: "Concentramento e preparativi per il corteo. Il terzo Veggie Pride italiano si svolgerà anche quest’anno a Milano. Il corteo si snoderà per le vie del centro cittadino sabato 15 maggio 2010 nel pomeriggio, contemporaneamente all’analoga manifestazione che avrà luogo in Francia (Lione). Il concentramento è previsto per le ore 14 in Piazza Missori (Metropolitana 3). Chi fosse interessato a collaborare può partecipare alle riunioni organizzative oppure inviare proposte alla casella eventi@veggiepride.it -"

Scrive Amart: "Tomba di Nefertari storia, tecnica e conservazione a cura della dott.ssa Lorenza M. G. D'Alessandro. Mazzano Romano, 28 marzo 2010 - ore 18.00, Teatro Comunale - Piazza Giovanni XXIII. Lorenza D'Alessandro, che ha partecipato al restauro della tomba di Nefertari dal 1985 al 1992, ci illustrerà attraverso affascinanti immagini, l'ultima dimora della regina Nefertari, moglie preferita del faraone Ramses II. La tomba di Nefertari si trova nella Valle delle Regine ed i suoi dipinti parietali sono tra i più belli di tutta l'arte funeraria dell'Egitto faraonico, unici per ricchezza di colori e dettagli: essi raffigurano il suo viaggio verso l'aldilà e i suoi incontri con Osiride, Iside e altre divinità"

Scrive Giorgio Vitali: ""La medicina Filosofica di Salus". ARGOMENTO DA PRENDERE CON LA MASSIMA CONSIDERAZIONE. CHE LA MEDICNA SIA INNANZITUTTO FILOSOFIA NON CE LO DICANO SOLO UNIVERSITà PRESTIGIOSE CHE ASSEGNANO LA LAUREA IN PHILOSOPHIA E NON IN MEDICINA. LA MEDICINA è INFATTI CULTURA, ATTEGGIAMENTO CULTURALE PRIMA ANCORA CHE PRASSI. LA PRASSI VIENE SEMPRE DOPO.COME HA DIMOSTRATO IN UN TESTO ORMAI CLASSICO UNO STORICO DELLA MEDICINA DI FORMAZIONE POPPERIANA,IL CLINICO, QUANDO ESAMINA UN PAZIENTE, CREDE DI DIPENDERE DALLA CONSTATAZIONE DI QUEL CHE VEDE E IN QUALCHE MODO MISURA. IN REALTà EGLI APPLICA SEMPRE O QUASI SEMPRE UNA CULTURA E VEDE CIò CHE VUOLE VEDERE. Senza l'interferenza del "comparaggio" cioè della prescrizione per "interesse" per lo più economico, che interferisce in questo processo conoscitivo, è possibile osservare con molta precisione quanto il neo-platonico Popper asserisce. Non si spiegherebbe la varietà delle culture mediche che, se ben applicate, cioè se applicate rigorosamente secondo i dettami della specifica dottrina, ottengono SEMPRE il risultato. Ciò detto però occorre specificare un ulteriore delimitazione del pensiero fin qui espresso. Può darsi che l'affermazione: "medicina filosofica" celi l'adesione ad una dottrina che trascende la pura e semplice medicina, per inoltrarsi in alcune "obbedienze" per le quali l'applicazioni di alcuni princìpi non ha molto a che fare con l'intenzione di un sofferente. Questo mi fa pensare ad una "medicina massonica" che, appunto, come la massoneria, è l'applicazione di una "filosofia" nella quale interagiscono culture diverse e spesso divergenti. In questo caso, la medicina filosofica non è una medicna, bensì una dottrina alla quale, nolente o volente, qualcuno deve sottostare. Per capire quanto ho fin qui scritto, occorre leggere con attenzione i libri del grande PARACELSO. Laudetur Priapus!"

Nel blog "Altra Calcata... altro mondo" potete leggere un parere altro sulla fluidificazione del traffico di Roma, il contrario di quanto affermato nell'articolo soprastante pubblicato sul sito del Circolo, con replica elucidativa:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2010/03/parere-altro-sulla-mobilita.html

Nel sito del Circolo Vegetariano potete leggere un complesso studio psichiatrico, di Kiriosomega, sulle cause che garantiscono il potere indefinito del confuso "padano" al governo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/03/20/kiriosomega-la-democrazia-come-metodo-per-il-mantenimento-del-potere-permanente-discorso-difficile-dallobbligato-vago-riferimento/

Vi saluto pure oggi con schizofrenico affetto, vostro Saul/Paolo
.........

Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

Pàter nòster, qui es in caelis,
sanctificètur nomen tùum, advèniat regnum tùum,
fiat volùntas tua sìcut in caelo et in terra;
panem nostrum cotidiànum dà nobis hòdie,
et dimìtte nobis dèbita nostra
sìcut et nos dimìttimus debitòribus nostris,
et ne nos indùcas in tentatiònem,
sed lìbera nos a malo.
..........

Preghiera a S. GIUSEPPE
(preghiera tipica di Comiso)

O Patriarca viecciu e santu,
'n testa purtati lu Spiritu Santu,
ni la manu lu vastuni,
siti 'u patri ri Nuostru Signuri;
stu Bamminu ch'aviti 'n prazza,
cuncirìtini sta razia;
cuncirìtini una a mmia,
ca Vi ricu 'n'Avemmaria.
.............

Preghiera a S. GIUSEPPE
(preghiera tipica di Misilmeri)

San Giusippuzzu, fùstivu patre
fustivu vìrgini comu la matre:
Maria la rosa, Giuseppe lu gigghio:
ratinne aiuto ri patre e cunsigghio.
A la fine ri la vita mia
chiamo Gesù, Giuseppe e Maria .
San Giusippuzzu, 'un n'abbannunate
na li nostre nicissità.

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