Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

mercoledì 16 dicembre 2009

Il Giornaletto di Saul del 16 dicembre 2009 - Salviamo il tacchino, bioregionalismo ed ecologia in pratica, amicizia, democrazia, conoscenza di Sé..

Care, cari,

inizio con l'appello per un Natale senza stragi di sangue "Salviamo il tacchino 2":
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/12/15/google-salviamo-il-tacchino-2-appello-per-un-natale-senza-stragi-di-sangue-con-detti-biblici-ed-evangelici-aggiunti/

Scrive Renato Pontiroli: "Cari compagni di sentiero, personalmente penso sia bene che i discorsi escano, anche se a distanza e senza potersi guardare negli occhi, altrimenti parleremmo tra noi pochissimo, viste le distanze fisiche che ci separano.La Rete è dilatata, quasi invisibile e dicendo della visibilità non alludo a quella informatica o mediatica, non penso a centri sociali o a grandi network gastronomici ma mi riferisco alla mancanza di rapporti e collegamenti con il caleidoscopio delle esperienze materiali, collettive e individuali, di una invisibile
moltitudine di uomini e donne che stanno cercando e sperimentando il "ritorno alla Terra". Non a caso i componenti e referenti della Rete cominciano a mostrare i propri anni... senza che nuove generazioni si affianchino: i primi incontri bioregionali organizzati da AAM Terra Nuova avevano 50 - 60 partecipanti e erano gli anni 80, se dopo 20 anni siamo meno forse e dico forse, un qualche cosa di sbagliato lo abbiamo fatto, tutti! Ma la lentezza o l'urgenza, il tempo ritmico del nostro agire e comunicare non viene dato dalle nostre pulsioni o dalle nostre visioni ma forse viene stimolato dal tempo feroce e disastroso che viviamo noi e tutti i nostri parenti umani, non umani e silenti. Quindi spero che lo scambio di opinioni continui, coinvolgendo anche chi non ha o non cerca l'accesso alla rete telematica (Mario, Felice, Etain....) senza paure o scatti di orgoglio perchè senza critica e autocritica non dialoghiamo, siamo per natura e per scelta aperti al confronto e al dialogo: se riusciamo a farlo con l'immensità dei regni animali, vegetali e silenti possiamo farlo tranqillamente tra noi 4 gatti. Buon cammino. Blog: http://selvatici.wordpress.com/ -"

Mia rispostina: "Caro Renato, hai espresso qualcosa di sensato e non posso che essere d'accordo con te... Ritengo comunque che sia giusto avere diverse opinioni che in fondo sorgono dalle diverse esperienze e modi in cui il "bioregionalismo" è stato da noi vissuto... Vorrei però specificare che finché il "bioregionalismo" -meglio ancora definirlo "ecologia profonda" non entra nelle maglie della società, oltre che nel vissuto quotidiano personale, e soprattutto non raggiunge gli abitati urbani e gli ambiti istituzionali sarà dura portare a compimento un'idea che allo stato attuale non è diversa da una "religione" ed infatti spesso ho definito Giuseppe un "papa" ed Etain una "papessa" (pur loro non accettando la "spiritualità", come tali essi si comportano nella "difesa della fede/bibbia bioregionale"). Togliamoci di dosso un po' di ideologia e cerchiamo di vivere ecologicamnete nel mondo in cui siamo, in tutte le sue pieghe: sociali, economiche, spirituali, tecnologiche, etc. Grazie per aver letto sin qui... "

Scrive Carlo Consiglio: "Vi invio i miei migliori auguri del Solstizio.
Cari saluti: www.carloconsiglio.it -"

Due domande da Eliana a Giorgio Nebbia: "Caro Giorgio Nebbia, leggendo quello che scrive mi vengono in mente due cose da chiederle. Le seguenti:
1. Cosa fa lei a casa sua per limitare i danni sull'ambiente? Cosa usa per i trasporti? Questo non per far polemica ma per avere delle idee.
2. Ha parlato di filtri sul camino. Io cerco, con molta fatica, di non usare la mia caldaia a gas ma di usare le tre stufe che ho per tre camere (la legna è mia). Però sono consapevole di inquinare. Dove si trova informazione su questi filtri? Altra cosa sulle stufe: sono convinta che le stufe a pellet siano più inquinanti delle stufe a legna per via delle micropolveri, ma dove trovo letteratura su questi argomenti?"

Scrive Simone Sutra: "Ciao Paolo, a proposito delle parole di Caterina sul giornaletto: "basta guardare dentro di noi per trovare l'amore: è matematico!" - Simpatico il suo ottimismo, il suo entusiasmo "giovanile". Ma magari fosse così semplice! Purtroppo però (O meglio: per fortuna) non siamo equazioni matematiche, espressioni di una linearità consequenziale. E' vero che dentro di noi c'è amore, poichè la nostra essenza ultima è pura energia, pura coscienza, quindi calore/amore/ espansione. Però è anche vero che questo fulcro infiammato è rivestito degli involucri più densi di cui consta la nostra struttura energetica ( la sfera fisica, emotiva, mentale) che spesso e volentieri sembrano intenzionati a rendere la vita difficile a quella scintilla di luce che è in noi. E' per questo che gli antichi (Pitagora, Socrate, Platone) facevano loro il motto scolpito sul frontone del tempio di Delfi, il luogo più sacro della grecità: "conosci te stesso". Questo significa imparare tutti i trucchetti che il nostro io gioca in continuazione per imbrogliare la sua parte più vera, in primo luogo facendogli credere che tutta questa messinscena che chiamiamo vita sia l'unica e ultima realtà. Conoscere se stessi è come prendere la patente: si impara a conoscere le caratteristiche tecniche del veicolo, i suoi punti deboli, quelli forti, quando usare i freni, quando l'accelleratore, quando strombazzare di gusto col clacson e quando sgamare per non prendere una multa. Gestire il nostro veicolo, quell'unica conformazione energetica dotata della sua precipua qualità, per ottimizzarne gli aspetti evolutivi, è un lavoro difficile, e richiede molto impegno: io direi che va svolto a livello "professionale". Anche se si è bravi in matematica"

Mia rispostina" "La conoscenza di ciò che appare nella coscienza non è vera conoscenza. La conoscenza di Sé è essere quella coscienza"

Scrive il Consorzio Tiberina: "Al termine dell’itinerario di incontri e consultazioni promossi dalla scrivente Associazione, già comunicati man mano, invitiamo quanti interessati al nostro progetto relativo al Bacino Idrografico del Tevere (aree tributarie direttamente o indirettamente attraverso gli affluenti) all’appuntamento ormai divenuto importante della costituzione del <>, il 29 gennaio 2010 alle ore 16.00 presso lo Studio del Notaio Mario Silvestri a Roma in Via Paolo Emilio, 32. Info: tiberina@unpontesultevere.com -"

Scrive Lu: "Paolo, dove hai messo le indicazioni per smaltire l'olio di frittura? Stanno arrivando al galoppo le feste quindi tutti a friggere come dei dannati, quale momento più propizio per sensibilizzare le folle.... prima di finire noi fritti!"

Mia rispostina: "..ecco qua cara Lu, sta in Altra Calcata, segui il link:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2009/11/i-danni-ecologici-delle-fritture-fatte.html -"

Scrive Angela Braghin: "...Ricorda che la tua luna/leone ti chiede di considerare ogni "creatura" come fosse una tua emanazione, quindi i frutti che crescono sui rami di quell'albero devono essere colti, per forza prima o poi si distaccheranno! E se nessuno li coglie, si distaccheranno lo stesso, ma saranno sempre e comunque frutti di quell'albero! Hai letto quello che ti ho scritto ieri? L'esercizio del saper lasciare andare le persone che più amiamo? Beh, è solo apparenza, perchè la sostanza vuole che l'amore trasformi, e crei.... Lascia che la creta si plasmi, lascia che le onde avanzino e si ritrino in un costante e perpetuo movimento, e lascia che l'amore trasformi...."

Nel sito del Circolo Vegetariano ho inserito un mio commento sull'incidente accaduto a Silvio Berlusconi ed una lettera di Marco Ferrando:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/12/15/%e2%80%9cil-martirio-di-silvio-berlusconi-a-chi-giova%e2%80%9d-%e2%80%93-analisi-fredda-e-distaccata-sull%e2%80%99incidente-accaduto-al-premier-e-comparazione-con-il-lancio-di-monetine-a-bettino-c/

Sul blog "Altra Calcata... altro mondo" ho inserito una notizia di cronaca sulle bande schiaviste, siamo tornati al tardo impero?
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2009/12/il-lavoro-della-polizia-moderna.html

Ultime notizie da Umberto Cinalli: "Nell’ambito del corso di formazione AUCS 2009-2010, vi segnalo l’appuntamento di mercoledì 16 dicembre, alle ore 16.00 presso la sala Forteguerri (Casa dello Studente di Piazza S. Sisto a Viterbo) con Gerardo Morandi per il laboratorio di giochi popolari e tradizionali"

Ed ora un saluto a voi tutti che sin qui avete letto, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

Sull'Amicizia.

"Gli amici restano uniti perché scoprono, a poco a poco, di avere delle affinità elettive, perché compiono uno sforzo volontario di aggiustamento reciproco, cercando ciò che li unisce e non ciò che li divide. L'amico può perdonare la menzogna, il tradimento. L’amicizia è la forma etica dell'eros. Anche il sentimento amoroso dell'amicizia dipende dalla costruzione comune di un mondo e della propria identità. Si intensifica nei momenti di cambiamento, di crisi, quando ci confidiamo con l'amico, gli chiediamo sostegno e consiglio. Si intensifica con lo scambio delle esperienze, affrontando insieme i problemi, con l'aiuto reciproco, combattendo fianco a fianco contro un avversario, una minaccia, come due cacciatori, come due guerrieri."
( F. Alberini)

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