Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

mercoledì 20 novembre 2013

Considerazioni di Roberto Anastagi sul Giornaletto di Saul del 19 novembre 2013


Roberto Anastagi

Buon giorno Paolo. Ti ringrazio molto perché il tuo Giornaletto di Saul del 19 novembre 2013 (http://saul-arpino.blogspot.it/2013/11/il-giornaletto-di-saul-del-21-novembre.htmlè stato fonte di articoli molto interessanti che ora desidero di  accennare in modo molto semplicistico agli amici.

Le poche righe di Gianfranco Bertagni su Osho mi hanno riportato al lungo periodo che ho passato nella sua community a Pune ed è stata una delle più positive esperienze che ho fatto in India.
L'articolo di Amma Bhagavan della Oneness Diksha è un 'altra conferma che nessun maestro può portarti al Mukti (immagino sia l'illuminazione) e mi dispiace di non essere andato da Amma Bhagavan ma non ricordo di aver mai sentito parlare di lui.

Gli ultimi due articoli sono stati per me i più importanti: NUOVA MEDICINA - TEOSOFIA - BERNARDINO BOCCA  e quello di  MARIO TIBERTI con i commenti di PAOLA BOTTA BELTRAMO e di MARCO BRACCI.

Ambedue mi hanno ulteriormente fornito maggiori conoscenze sul rapporto olistico MENTE/ CORPO attraverso l'energia di cui siamo composti.

Iniziano trattando l'aspetto molto negativo della chemioterapia e della radioterapia per poi chiarire che quasi tutte le malattie non ci arrivano dal esterno ma sono dovute al comportamento sbagliato dell'uomo.

Perciò bisogna concentrarsi sul ricercare le cause e non già curare la malattia.

Per la prima volta apprendo che cosa è il cancro che credevo che ancora non si sapesse.

La spiegazione è che le cellule impazzite del cancro non sono altro che cellule che hanno ricevuto frequenze sbagliate con il risultato che si comportano in modo anomalo con la conseguenza che non ricevono più sufficiente ossigeno.

Per sopravvivere queste cellule si riproducono molto più rapidamente del normale ingrossandosi e cosi ostruiscono il passaggio del sangue e dell'ossigeno anche per le altre cellule.
Tutto questo è causato da cattiva alimentazione ed errato stile di vita. 

Per evitare questo dobbiamo alimentarci con alimenti altamente nutrienti e facilmente digeribili e disintossicanti come frutta e verdure che però non debbono contenere prodotti chimici e dobbiamo evitare il più possibile stress o shocks psichici..
Il mio commento è che mangiare prevalentemente frutta e verdura non è molto difficile ma non è facile trovarle senza prodotti chimici e non è facile evitare gli stress.

Inoltre vorrei capire come le epidemie possano essere causate dal comportamento umano.

Saluti, Roberto Anastagi


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Commento ricevuto:


Ciao paolo, commento l’articolo di Roberto, dove dice
 
... dobbiamo alimentarci con alimenti altamente nutrienti e facilmente digeribili e disintossicanti come frutta e verdure che però non debbono contenere prodotti chimici e dobbiamo evitare il più possibile stress o shocks psichici......
 
Il lavoro più gravoso del nostro corpo è la digestione. Più è facile la digestione più il corpo ha energie per smaltire le scorie (per la maggior parte prodotti della digestione) e difendersi dalle aggressioni esterne di batteri e sostanze chimiche tossiche o meno, presenti nei cibi e nell’aria, che sarebbe meglio definire “non naturali” perché create dall’uomo per separazione da un insieme che le conteneva (vedi le medicine e gli integratori, ad es., o qualunque prodotto chimico), che sempre cercano uno o più compagni a cui riaggregarsi per ritrovare quell’equilibrio che il trattamento subito per separarle dalle sostanze di partenza ha loro tolto. Una volta ingerite (o respirate) lo possono trovare solo nel nostro corpo, da qui l’avvelenamento e l’intossicazione che ci porta alla malattia. Ma non solo, lo stress, di cui Roberto parla dopo, è anche lui tanto maggiore quanto più il corpo è meno resistente e forte a causa del super lavoro richiesto dalla digestione e, MOLTO importante, dall’eliminazione delle scorie conseguenti.
 
..... mangiare prevalentemente frutta e verdura non è molto difficile ma non è facile trovarle senza prodotti chimici e non è facile evitare gli stress.
 
Non si trovano prodotti sani e integri, diciamo in una parola biologici ? Meglio quelli del supermercato che un bicchiere di latte o una fettina di carne o simili.
Il latte, per es., tanto decantato dalla moderna scienza nutrizionale pro industria farmaceutica, contiene la caseina, talmente resistente e dura da distruggere (quindi assolutamente indigeribile) che viene usata per incollare le carene delle navi e nelle vernici, che devono attaccarsi alla parete o al metallo delle carrozzerie, ecc.. E noi dovremmo vivere bene nutrendoci con questo veleno ? Sia mai.
Infatti gli animali, che sono scemi rispetto a noi uomini (dicono gli “scienziati”), dopo lo svezzamento non ne vogliono più sapere di berlo. Stesso discorso vale per l’albumina delle uova e altro ancora.
E aggiungo: e i tanto decantati cereali, base della dieta mediterranea ? Bè, non sono terribili come la carne, il latte, ecc., ma anche loro non scherzano, quindi mangiarne in quantità moderate. Perché ?
Perché provocano muco (come il formaggio/caseina, ....) che va ad accumularsi nei tessuti e anche, chi l’avrebbe mai detto, nelle giunture. Bene, così le lubrificano, si potrebbe pensare. Invece no, con gli anni ecco che arrivano i dolori reumatici e l’artrite, poi l’artrosi (avete presente le nocche gonfie e dure delle mani di certe persone di mezza età e oltre ?).
Quindi, riassumendo, tanta verdura e tanta frutta fresche.
Ma le proteine ? Primo, di proteine ne servono molte meno di quelle chi ci viene detto dai nutrizionisti OMSiani e, secondo, anche le verdure le contengono, in quantità ottimale e bilanciata a seconda del tipo di verdura, fino anche al 38%.
E mi scusino gli atei. Quando il nostro Creatore disse: “i semi, le piante e i frutti degli alberi siano il vostro nutrimento” sapeva quello che diceva e le conseguenze che avrebbe provocato la disubbidienza al Suo progetto.
 
Epidemie
Oggi l’uomo, grazie al progresso materiale, è diventato un individualista e crede di essere “padrone del mondo”, quindi si ammala di malattie “da single”. Fino a qualche decennio fa, invece, era un animale di gruppo, viveva e si identificava nel gruppo, quindi la malattie colpivano spesso interi gruppi di persone vicine, perché portatrici degli stessi o quasi “concetti psichici” e abitudini alimentari e di vita che le rendevano vulnerabili alle malattie epidemiche. Si noti che le epidemie odierne (SARS, Aviaria, AIDS...) sono epidemie solo per l’industria farmaceutica, che ha interesse a spargere il panico, ma i malati di queste malattie sono qualche decina o tutt’al più qualche centinaio, non milioni come per la spagnola di inizio novecento o per le varie “peste e colera” del passato.

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