Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

venerdì 7 giugno 2013

Lista Civica Italiana: "...ecco le riforme istituzionali per creare cittadini protagonisti” - Lettera al Giornaletto di Saul



Il governo Letta è entrato nella fase più delicata e importante: le riforme istituzionali. Oggi il Consiglio dei Ministri dovrebbe presentare in Parlamento il disegno di legge per la creazione di una Bicamerale, il Comitato dei 40, composta da 20 deputati e 20 senatori, in rappresentanza di ciascun gruppo parlamentare.

Il tema è della massima importanza perché si potrebbe arrivare ad un radicale cambiamento dell’attuale forma di governo. Si va verso l’abolizione del bicameralismo perfetto mentre il presidenzialismo è sulla bocca di tutti, tra chi lo sostiene a spada tratta e chi lo considera pericoloso per la nostra nazione.

LCI ritiene che un rinnovamento sbandierato per molti anni dalle più disparate forze politiche ma mai attuato – sia indispensabile per far funzionare meglio la macchina statale, ma il pericolo di varare riforme che peggiorerebbero la situazione è dietro l’angolo: il Porcellum e la partitocrazia lo dimostrano.

Lista civica italiana ritiene che non si debbano aspettare 18 mesi per fare un nuova legge elettorale perchè in caso di problemi si tornerebbe a votare con una legge antidemocratica che impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti.
 In particolare LCI auspica il sistema proporzionale con la riduzione delle soglie, il ripristino delle preferenze, elezioni primarie per accedere alle liste, il limite a due mandati, la riduzione degli emolumenti, la semplificazione delle procedure per avviare una nuova lista con possibilità per i cittadini di raccogliere e certificare le firme, servizi gratuiti per quanti vogliano fare politica e non abbiamo adeguati mezzi economiciNecessarie anche una legge sul conflitto di interessi e lrevisione della legge del 2012 sull’ineleggibilità dei candidati per renderla più stringente (no a condannati, inquisiti, radiati).

Qualsiasi riforma istituzionale deve mantenere lo spirito sociale della Costituzione in vigore emettere al centro il cittadino, in modo tale che le sue idee e le sue scelte abbiano un peso effettivo nella direzione della nazione. 

L’intervento dei cittadini non può essere limitato ad un semplice voto in occasione delle elezioni. La voce del cittadino-sovrano, che per troppo tempo è stata progressivamente messa ai margini dallo strapotere partitico, deve contare di più.

Lista Civica Italiana ritiene indispensabile che gli strumenti della democrazia diretta (quorum zero, iniziativa di legge popolare, referendum confermativo, revoca del mandatoda affiancare a quella rappresentativa diventino parte integrante della riforma in modo da creare veri “cittadini protagonisti”.

Note:
Il Comitato dei 40 sarà affiancato da un gruppo con funzioni consultive di 35 ‘saggi’ esperti di diritto scelti dal premier Enrico Letta e avrà a disposizione un massimo di 18 mesi di tempo a partire dall’approvazione del ddl per delineare il nuovo assetto dello Stato. In caso di fallimento, fa capire il Presidente del Consiglio, il governo verrà sciolto.
Le riforme riguardanti la costituzione dovranno essere sottoposte a referendum.

Symbolic picture - employment

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