Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

domenica 19 luglio 2009

L'ombrello a quadri gialli

Un vecchio mercante scozzese si trovava in viaggio di affari quando restò bloccato a Glasgow in seguito ad un violento temporale. Così si adatto a trascorrere la notte in un albergo, l'indomani mattina ripartì presto per i suoi urgenti affari allorché si avvide di aver dimenticato il suo ombrello nella stanza. fece ritorno all'albergo ma lì si accorse che nel frattempo la stanza era stata affittata ad una coppia di sposini. L'uomo non voleva essre importono e pensò di aspettare la buona occasione per reclamare il suo ombrello e nel frattempo si mise ad origliare alla porta per capire quando fosse il momento buono per bussare.
Ascoltò così il dialogo che si svolgeva fra i due innamorati.
"Di chi sono questi occhi adorabili, mia cara?" Chiedeva una voce maschile seducente.
"Sono tuoi amore mio.." Rispondeva una flebile vocina femminile.
"E di chi è questo bel nasino?" Proseguì lo sposo sempre più eccitato.
E' tutto tuo, amore.." Rispose la sposa.
"E di chi sono queste labbra così dolci?" Continuò languido lo sposo.
"Sono solo tue.." Sospirava la donna.
"E di chi è...."
Ma a quel punto lo scozzese non potè più trattenersi e gridò: "Quando arrivate ad un ombrello a quadri gialli, ricordatevi che quello è mio!"

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