Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

mercoledì 29 luglio 2009

Il Giornaletto di Saul del 30 luglio 2009 - In cui si parla di: mega aeroporto di Viterbo, pandemie, invasioni di carabattole, api e vespe...

Care, cari,

"I grappoli si sono appassiti sulle viti. Ciò che dovrebbe essere turgido e sodo, resistente al tatto per aprirsi in bocca, è spugnoso e piagato. Quest'anno non avrò il piacere di rigirare gli acini bluastri fra indice e pollice e di impregnarmi di muschio il palmo della mano. Perfino le vespe sdegnano quelle esili gocce marroni. Perfino le vespe, quest'anno. Non è stato sempre così...." (Janette Winterson)

Rileggendo questo breve pezzo di prosa mi sono accorto che quest'anno le vespe sono tantissime. Di api ne ho viste poche in giro e quasi sempre le vedo adagiate al suolo in agonia, come se stessero tutte lì lì per morire. Mentre le vespe svolazzano e continuano a costruire nidi nei posti più impensati... Ho visto vespe che facevano il bagno dentro una vasca nella quale mi stavo anch'io lavando i piedi, all'inizio pensavo fossero morte nell'acqua, invece no stavano soltanto galleggiando e poi prendevano il volo dopo essersi rinfrescate.

Le punture di vespe sono alquanto dolorose e se numerose ed in successione possono anche provocare la morte per interruzione cardiaca. Eppure sono un pericolo come un altro, come la puzza degli inquinanti, l'attraversamento di una strada congestionata dal traffico, la dose sbagliata davanti alla discoteca, la coltellata impazzita di un ubriaco, la nuova malattia inventata dall'uomo per guadagnarci sopra.... almeno le vespe non hanno intenzioni, difendono semplicemente il loro nido.

Questa introduzione per presentarvi un sunto quasi "fantascientifico" -tratto da documenti medici di Valdo Vaccaro- sulle pandemie infettive che accompagnano la nostra estate calda, e forse l'intero futuro se ne avremo ancora uno, leggete un sunto estrapolato dal testo originale (che era lunghissimo) sul sito del Circolo Vegetariano:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/30/malattie-inventate-dall%e2%80%99uomo-virus-a-tre-teste-pandemie-degenerative-febbri-e-vaccini%e2%80%a6-tutto-a-gratis-o-quasi-dalla-nuova-scienza-mortuaria-valdo-vaccaro-dixit-unica-cura/

Nel Blog "Altra Calcata... altro mondo" segnalo invece l'accorato appello di Osvaldo Ercoli, agli amministratori locali e nazionali, per evitare alla Tuscia l'ennesimo scempio mascherato da "modo di sviluppo sociale ed economico", si tratta del mega aeroporto previsto a Viterbo (dai politici di destra e sinistra, uniti nella vergogna):
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/

Concludo con un intervento di Vittorio Marinelli sull'occupazione selvaggia del suolo pubblico a Roma. Credevo che la cosa succedesse solo a Calcata dove praticamente non esiste più suolo pubblico, in quanto sistematicamente il fine settimana ogni angolo di stada e di piazzetta viene invaso da "operatori culturali" (che vengono da Roma per servire i turisti romani in visita a Calcata) che vi impiantano le loro carabattole e tavolini... ma scopro che tutto il mondo è paese...

Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell'Italia dei Diritti, ha commentato ironicamente: "Non è necessario prendere un aereo e partire verso il Sud America per ritrovare la giungla che tanto ha affascinato i nostri sogni da bambini. Basta recarsi nel centro storico romano -continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro- per incappare nello stesso groviglio intricato, ma questa volta non di liane, bensì di
regolamenti e codicilli, e svariate ordinanze che per lo più non vengono rispettate. L'unico modo per risolvere la situazione, in questa assenza di provvedimenti chiari e mancanza di pianificazione, sembrerebbe quello di
azzerare le regole preesistenti per realizzare delle nuove normative e ordinanze da rispettare. Questo sarebbe possibile - conclude Marinelli - se a Roma esistesse un'amministrazione degna di questo nome, che in realtà è proprio quello che manca alla nostra città".

Credo per oggi di aver esaurito le cartucce nella bandoliera ma queste sparate hanno già fatto un bel botto... che ne dite?

Grazie per aver letto sin qui ed alla prossima, cioè a domani, baci dal vostro Saul/Paolo.

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