Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

martedì 21 dicembre 2010

Il Giornaletto di Saul del 22 dicembre 2010 – Sintonia spirituale, falsi nutrizionisti, Chernobyl, vetiver utile, significato del solstizio d'inverno

Care, cari,

ricevuta una lettera da un cercatore spirituale, Alessandro, che commenta lo scritto di ieri sulla Spiritualità Laica: http://paolodarpini.blogspot.com/2010/12/strenna-aggiunta-per-la-presentazione.html “Mi piace quello che dice, è vero, ma soprattutto mi piace il come. Sono un sincero ricercatore. Qualcosa l'ho trovata e qualcosa ancora no. Mi piacerebbe scambiare quattro chiacchiere con il Paolo. Penso ci possano essere molti punti in comune tra di noi. Se fosse possibile...”

Mia rispostina: “Eccolo quel Paolo, caro Alessandro, anche se aggiungere parole è solo un esercizio dialettico... Però è vero che un contatto fra anime nobili giova alla salute... Beh, attualmente io abito fra Treia, nelle Marche, e Spilamberto, in Emilia. Non so se ti sta comodo uno dei due luoghi per incontrarci.. sarò a Spilamberto dal 23 dicembre al 4 gennaio e poi ritorno a Treia..”

Successiva lettera di Alessandro: “Ti ringrazio per avermi risposto. Purtroppo non posso (per adesso) spostarmi da casa in alcun modo, in quanto mi è appena nato un figlio e sono necessario a casa. Ci sarà modo di incontrarci fisicamente, ma sarei più felice intanto, di un incontro spirituale. Andiamo al dunque, perché ti ho scritto? Non lo so. Forse per tanti motivi o forse per nessuno. Forse come hai fatto tu in passato, sono ancora alla ricerca di un reale Maestro realizzato o forse soltanto di un amico sincero ricercatore come me. E' vero che il cammino è interiore e l'unico Maestro che dovremmo cercare siamo noi stessi, ma ogni tanto, se nasce un Maestro ci sarà un motivo. Comunque, adesso mi presento meglio. Da sempre, dalle mie prime memorie da bambino, ho avuto il terzo occhio aperto. All'età di sedici anni mi sono immerso nel mondo dello yoga (col Krya yoga di Yogananda). Poi mi sono fatto iniziare da Lahiri Shibendu, sempre al Krya Yoga, ecc... La mia vita è una continua esperienza spirituale. La notte nei sogni e di giorno con diverse esperienze (come hai detto tu, da non raccontare). Da questo punto di vista sono una macchina in continua corsa, ma grazie solamente al trasporto del cuore. Imparo ogni giorno qualcosa di diverso. Un giorno, all'età di 24 anni, è finalmente caduto il velo di Maya...tre giorni di piena esperienza. Non mi è successo più, ma da allora in me è cambiato tutto. Adesso ho 35 anni ed ancora cerco. Già, cerco l'unione definitiva. Così, mi sono presentato. E non sapendo cosa vorrei sentirmi dire, non ti faccio alcuna domanda, aspettando comunque una tua risposta. P.S. non sono un'anima nobile, ma solo fortunata. Ti ringrazio e ti benedico...”

Mia replica: “Caro Alessandro, evviva, certo un amico, un fratello e perché non lo stesso Sé? La via che seguo -come diceva Osho- è quella del Cielo in cui non ci sono sentieri o tracce. Oppure come affermava Sri Ramakrishna “Siamo come quella bambola di sale che voleva misurare la profondità dell'oceano, chi tornerà indietro a raccontarlo?” O quella del bambino e di Sant'Agostino che camminando meditabondo sulla natura di Dio scorge un bimbo piangente sulla spiaggia, con una conchiglia in mano, gli chiede “cosa ti cruccia piccino?” - “vorrei prendere tutta l'acqua del mare con questa mia conchiglia ma non mi riesce..” - “getta la conchiglia nel mare e sarà fatto..” Ed il bimbo di rimando: “anche tu Agostino come puoi capire la natura di Dio con la tua limitata mente? Getta la tua mente in Lui e lo troverai..”.
Giustamente affermava Ramana Maharshi: “Come possiamo cercare di essere quel Sé che già siamo? Possiamo solo esserlo rinunciando all'identificazione con un io separato”. Ed ancora Ramana soleva attribuire scarsa importanza alle cosiddette “esperienze spirituali”: In risposta a domande sul come ottenere l'esperienza di Sé.. rispose: “Il Sé è sempre lì... qualunque cosa accada, continua l'indagine chiedendoti: Chi sta avendo queste esperienze spirituali? .. ”
La sensazione che il Sé si sia manifestato in un dato momento e che poi le tendenze mentali abbiano ripreso il sopravvento fa parte del “risveglio”. Questo è stato ben espresso da Swami Vivekananda e da tutti gli adepti dello Zen che lo definiscono “satori” ma anche da santi cristiani (vedi Santo Francesco e fratelli) che descrivono le loro esperienze “ascetiche” di comunione con Dio. Allo stesso tempo non vale la pena fermarsi al desiderio di ripetere l'esperienza.. meglio continuare a svolgere le normali funzioni alle quali siamo preposti senza aspettative, offrendo noi stessi al fuoco della conoscenza interiore. Che importa se abbiamo vissuto una o cento esperienze? L'importante è mantenere fissa l'attenzione sulla nostra vera natura, sul Sé che noi siamo. A questo proposito cito le parole di un altro saggio, Nisargadatta Maharaj, che disse: “ Come si fa a sapere che si sta facendo un progresso spirituale? Può forse essere che il più sicuro segno di 'progresso' sia una mancanza di preoccupazione circa il progresso, un'assenza di ansietà circa la liberazione, nella scia della chiara percezione intuitiva che l'entità che vuole essere liberata è inesistente..”

Scrive Aurelio Rizzacasa: “Il Natale è la festa della gioia, della spontaneità e della nostalgia, ma in questa singolare circostanza, in cui Dio entra nella storia per accompagnare l'uomo verso la salvezza, non dobbiamo dimenticarci, anche quando siamo nella sofferenza, che il nostro non è il peggiore dei mondi possibili e che la speranza ci deve permettere di apprezzare il dono di essere nel mondo con gli altri e per gli altri, per poter camminare insieme in un aiuto reciproco. In questo clima di fraternità e di accoglienza, auguro a tutti un Buon Natale nel coraggio di affrontare la vita in tutte le piccole cose della quotidianità”

Mia rispostina: “Oh Gentile Aurelio, ti stavo pensando proprio ieri... e così oggi mi hai scritto!”

Scrive AVA, al proposito dei consigli impartiti su Linea Verde: “Come giustificare l’invito irresponsabile quanto criminale a consumare prodotti universalmente riconosciuti dalla scienza alimentare come responsabili delle peggiori patologie? Come può la televisione pubblica consentire proclami che danneggiano non solo la salute delle persone ma l’ambiente e il terzo mondo? Ritengo vergognoso che una società come la nostra possa dare spazio a simili menzogne in cui si fa apologia di un prodotto universalmente riconosciuto come portatore delle peggiori patologie” Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/12/21/vegetarismo-e-salute-%e2%80%93-%e2%80%9cattenti-ai-nutrizionisti-carnivori-che-spacciano-la-carne-come-alimento-adatto-alluomo%e2%80%9d-lettera-dellava/

Scrive Mondo in Cammino: "26 aprile 2011: 25 anni da Chernobyl. Non facciamoci “fregare” dalle bugie di Chernobyl e del nucleare: la lobby del nucleare batterà la grancassa delle minimizzazione delle conseguenze dell’incidente per apprestarsi a chiudere definitivamente la pratica. Ma un libro, appena uscito, svela tutte le menzogne in merito e aiuta comprendere i rapporti esistenti fra democrazia informazione e nucleare. Si tratta de “Il naso lungo di Chernobyl” di Massimo Bonfatti (Carlo Spera editore). Per ordini: info@mondoincammino.org"

All'incontro rifondativo della Rete Bioregionale Italiana, del 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche, fu presentata dal prof. Benito Castorina la pianta Vetiver e ne fu fatto omaggio di un esemplare a tutti i convenuti. Per scoprire gli usi e i vantaggi di questa erba per il riequilibrio ecosistemico leggete l'articolo che segue:
http://paolodarpini.blogspot.com/2010/12/bioregionalismo-riequilibrio.html

Scrive Marco Bracci: “Aggiornamenti al mio scritto su http://paolodarpini.blogspot.com/2010/12/codex-alimentarius-e-normative-europee.html
Caro Paolo, ho riletto quanto ti ho scritto ieri e ti sarei grato se potessi aggiungere quanto segue:
1- alla fine del 3ultimo capoverso, dopo "..... una qualche istituzione religiosa." aggiungere: Infatti, Bill Clinton ammise la sua impotenza ad un giornalista che gli chiese perché non risolveva un certo problema nazionale, rispondendogli: "Al di sopra di me c'è un potere su cui io non ho alcuna autorità". E se lo dice il Presidente degli Stati Uniti !
2- alla fine di tutto lo scritto .... e per capire, soffrendo.
Grazie e ancora BUON NATALE”

E per concludere ecco alcuni interventi teosofici sul significato del solstizio invernale in varie epoche ed in varie civiltà:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2010/12/messaggio-teosofico-sul-significato.html

Chiacchiere a parte anche stavolta è giunto il momento di salutarci, vostro Paolo/Saul

…......

Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

"La disobbedienza civile diviene un dovere sacro quando lo Stato diviene dispotico o, il che è la stessa cosa, corrotto. E un cittadino che scende a patti con un simile Stato è partecipe della sua corruzione e del suo dispotismo." (Ghandi)

…..

"Why you are falling in to distress for persons who are dead ?, it is the minds entanglement with those deep rooted bonds and associations.
When you are dead there is no distress for you. So it means, while remaining in the body only your individuality with body and mind has to die down.
In deep sleep there is no ego. There is no sense of body and you are very comfortable .This you already know and experience that daily in your deep sleep.
With their experience even the learned saints are teaching the same. By leaving the sense of body and mind get used to that intellect of the true self, which appears to be not present, but its presence is there, which is beyond the scope of body and mind.
The self enquiry will leads you to experience that sensitive power"
(Sri Ramana Maharshi)

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