Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

domenica 4 aprile 2010

Il Giornaletto di Saul del 4 aprile 2010 - Passaggio a Treia, il corpo veicolo dell'anima, Pasqua, Thich Nhat Hanh

Care, cari,

inizio proponendovi il programma della prossima Festa dei Precursori, del 1 maggio 2010, che quest'anno è prevista a Treia (nelle Marche), leggete attentamente perché è richiesta la vostra collaborazione (ed un passaggio):
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/04/03/1-maggio-2010-il-circolo-vegetariano-vv-tt-e-la-festa-dei-precursori-dalle-rive-del-treja-a-treia-distacco-e-identita-senza-paraocchi-cercasi-passaggio-in-cambio-ospitalita/

Scrive Hari Atma: "Ciao Paolo, scusa se non ti ho scritto prima: negli ultimi due giorni ho avuto il computer fuori uso a causa di un "guasto" nel cavo di alimentazione, praticamente era bruciato da non so quanto tempo e io mi ostinavo a "farlo star bene" per forza.. ho rischiato di bruciare anche il portatile... Riflessione spontanea sull'accaduto: quante volte spingiamo al massimo il "motore" del nostro "organismo" al fine di volerlo rendere sempre in "buona salute"? Quante volte trascuriamo la possibilità di "accudire" amorevolmente quel corpo fisico che ci permette la reale sopravvivenza su questo pianeta? Prendersi cura del "Corpo" richiede attenzione attiva, "partecipazione", sottile ascolto di ciò che da lui emana..... La subdola "manovra" di considerare il
corpo "prigione dell'anima", credo sia l'ennesimo tentativo di renderci "schiavi", di obliare la nostra atavica appartenenza alla vita nella sua massima espressione di pienezza e gioia! Ci sarebbe tanto da dire..... Un saggio (di cui non ricordo il nome) una volta scrisse: "non siamo mai soli, siamo con noi stessi, in una partecipazione totale di anima e corpo".

Mia rispostina: "Atma carissima, sono sempre felice di leggerti. Le tue lettere sono sempre ispiranti e piene di sagge riflessioni... utilissime anche agli altri amici del Giornaletto..."

Scrive Sara: "Sì sì....il discorso si fa interessante....sono d'accordo i pensieri sono pensieri vengono e vanno con una certa rapidità. Ma c'è un pensiero in ogni uomo e in ogni donna che ha una tale forza da poter cambiare ciò che li circonda... é il pensiero di se stessi. Si centrano le energie dell'essere umano e si crea l'intento che da vita all'azione. Conoscersi a fondo per amare veramente, conoscere la verità affinchè l'intenzione nasca da lei e le azioni ne siano pura espressione. Le forme pensiero che come macchie si aggirano nel mondo sono il frutto del reale valore che le persone danno a se stesse.Si dice che non si può mentire di fronte a se stessi, ma a pochi è dato vedere tanto perchè non è un bello spettacolo ritrovarsi dopo mille parole spese a giudicare il mondo a vedere che ciò che siamo, ciò che viviamo è il frutto di ciò che di noi pensiamo. Qua ci vuole coraggio! Qua si conosce il perdono! Prima sono solo chiacchere...Io parlo di persone e mi rendo conto che può sembrare che esonero me stessa, ma non è così. Camminiamo tutti sulla stessa terra. Sono in cammino, alcune cose le vedo altre le vedrò. Mi inchino e rigrazio Dio per la vita che mi ha donato, lo ringrazio perchè mi fa conoscere il creato. E ringrazio i suoi Angeli che partecipano alla mia vita... Ora so che gli Angeli di Dio non hanno le ali nè un corpo ma tanta dolcezza sì. Mi abbandono a loro e mi lascio guidare. Segretamente chiedo di portare il mio cuore, la mia mente,il mio corpo a Lui. Dovevo scriverlo.. esplode nel mio cuore......"

Mi scrive Antonella: "Auguri Paolo, gioia, felicità, salute, prosperità.... a te, a Felix, a Sofia e al piccolo Teo, nobile e virtuoso, dolce e delicato, gentile e amabile raggio di cielo, desideroso di abitar la preziosa veste umana! Nelle sue mani il cantar la vita con il suono più puro, nel suo cuore la scelta di portar pace tra le creature tutte. Piccolo lieto diadema splendente nel tuo orizzonte di nonno, custode del tuo viaggio con la musica del mare!"

Mi scrive Carlo Monopoli: "I Miei più sinceri auguri di una meravigliosa Santa Pasqua e Lunedì dell’Angelo. Spero che sia piena di serenità e ricca di buoni auspici, scaldati dal sole di questa nuova Primavera. Auguri a Te ed ai tuoi cari..."

Mia rispostina: "...li accetto volentieri, so che mi giungono puliti! Forse dovremmo chiederci cos'é la Pasqua...?"

Nel blog "Altra Calcata.. altro mondo" volete leggere un messaggio di vera resurrezione?:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2010/04/thich-nhat-hanh-chiamatemi-con-i-miei.html

Vi ringrazio per aver letto sin qui e vi saluto con affetto, vostro Saul/Paolo
............

Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

IL PROFETA DELL'AMORE

Mi diceva col suo placido sorriso di speranza
il dolcissimo profeta dell'amore:
Verrà il giorno che, placate le tempeste
della lotta e della guerra
questa terra travagliata
poserà nella dolcezza
di una pace che non muti.
Mi diceva: Tra le genti affaticate
taceranno finalmente le infinite bramosie
taceranno i desiderii smisurati
e la vita sarà solo una dolcezza
riposata ed infinita...
Mi diceva: Sulla terra
non più sangue né dolore.
Il tormento del futuro
sarà spento dentro il cuore
e il tormento del mistero
sarà spento nel pensiero!
Io gli dissi: "ma quel giorno
noi saremo dentro all'arche antiche e scure!
Forse Iddio ci vorrà dare
di risorgere per poco dalle tombe
per vedere la dolcezza
della terra rinnovata?"
forse disse.
Gli risposi
O profeta, io spero io spero che in quel giorno
mi sia dato di levarmi un solo istante
dalla tomba sconosciuta...
solo il tempo di gettare
sulla gente senza angoscia e senza guerra
sulla plebe dei felici
senza gloria e senza ardore
il mio grido di disprezzo
e la mia maledizione!
Sopra i volti non solcati
dalla traccia del dolore
sopra i petti non riarsi
dalla febbre del futuro,
spruzzerò maledicendo
il mio sangue e il mio sudore!
Poi, raccolto nella tomba sconosciuta,
o fratelli che soffriste,
io riposi accanto a VOI,
lieto assai d'aver vissuto
non nel tempo dei felici,
MA NEL TEMPO DEGLI EROI!

(Luigi Valli)

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