Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

mercoledì 4 agosto 2021

Insofferenza o indifferenza? Quale posizione assumere nella situazione corrente…



Corrispondenza intercorsa tra un affezionato lettore del Giornaletto di Saul e il suo redattore, Paolo D’Arpini

“Ciao caro Paolo, non so se quello che ti sto per scrivere è più uno sfogo o una richiesta d’aiuto. Mi rendo conto che più tempo passa in questa situazione tragicomica della pandemenza e più divento intollerante. Sono stanco di vedere tanta inconsapevolezza e stupidità intorno a me quando giro per le strade del mio paese, al bar, sulla spiaggia, sento di essere lontano da questo mondo di lobotomizzati e sorge dentro di me rabbia, ma non ho capito se è più per chi ha creato questa situazione o verso chi accetta supinamente questa situazione. Mi ritrovo così a fare i conti con questo stato d’animo, che se lo guardo bene, mi condurrebbe a reagire con violenza, insomma un bel mostriciattolo che non riesco a gestire. So che magari sarebbe il momento di sedersi sulla sponda del fiume e attendere il passaggio del cadavere del nemico, ma non ci riesco. Ti chiedo quale atteggiamento avere verso me stesso e quindi verso l’esterno per poter vivere questa situazione nel modo più congeniale al mio personaggio. Ciao fratello, ti abbraccio…” (E.S.)


Mia rispostina: “Caro E.S., questa che descrivi è la situazione che ci troviamo ad affrontare tutti noi che abbiamo assunto un punto di vista critico sulla  situazione in cui ci troviamo coinvolti, volenti o nolenti. Ho notato che una piccola parte di umanità non è disposta ad accettare una presunta prevaricazione, indipendentemente dalle ragioni per cui  questa è messa in pratica dal sistema corrente. Il fatto è che  -comunque- in questa contingenza, come in qualsiasi altro contesto, la nostra posizione personale non ha possibilità di emergere e affermarsi. Questo è un dato di fatto che ci fa capire come le cose succedono indipendentemente dalla nostra volontà. Incaponirsi nel voler affermare una presunta verità non ha quindi senso. La visione delle opposizioni in corso è un modo per diventare consapevoli della  necessità della nostra “indifferenza”. Cosa significa? Semplicemente che aderire ad una posizione, ritenuta ottimale, non implica la sua attuazione. Restiamo sereni nella nostra consapevolezza e manteniamo la capacità di discriminazione e distacco. Questo è tutto ciò che ci compete, in quanto esseri dotati di coscienza ed intelligenza. Manteniamo la capacità di amare… ed a questo proposito ti riporto il brano del Manifesto del Contadino Impazzito che avevo pubblicato ieri sul Giornaletto: “…Ma tu, amico, ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato. Ama la vita. Ama la terra. Conta su quello che hai e resta povero. Ama chi non se lo merita. Non ti fidare del governo, di nessun governo. E abbraccia gli esseri umani: nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica…” (Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2021/08/03/la-rivoluzione-del-contadino-impazzito-di-wendell-berry/

(Paolo D’Arpini)

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