Saul Arpino ritorna…


Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…


Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.


A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..


Vostro affezionato, Saul Arpino.

venerdì 16 ottobre 2020

Il Giornaletto di Saul del 17 ottobre 2020 – Canapa libera tutti, canapa o “cannabis”, le verità “ufficiali” non sempre sono “vere”, una poesia per la speranza, l'importanza della riconoscenza verso il Guru...

 

Care, cari, la libera coltivazione della canapa bioregionale, con metodi biologici, sarebbe un toccasana per l'ambiente, per l'economia e come forma di pulizia di terreni inquinati. La canapa può essere utilizzata nell'alimentazione, nella produzione tessile, nell'edilizia e perfino usata come combustibile bio. In realtà la canapa potrebbe sostituire in tutto e per tutto i combustibili fossili. La totale libertà di coltivazione della canapa bioregionale  favorirebbe inoltre un ritorno alla terra... - Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2019/05/ecologia-botanica-e-liberta-di.html


Nota - Finché la canapa bioregionale non potrà ritornare libera nei nostri campi e giardini, assieme a tutte le altre piante medicinali, alimentari e di varia natura, non potremo mai attuare una sana ecologia botanica.


Canapa o “cannabis”...? - ...la canapa, in se stessa -come pianta- non è "droga", infatti faccio l'esempio dell'uva per spiegare che a seconda di dove viene coltivata produce più zuccheri. La canapa in Italia è stata coltivata per millenni e fino a 70 anni fa era una pianta comune e nessuno ha mai rilevato che fosse "uno stupefacente". Mentre se avviene la legalizzazione della “cannabis” allora sì che venderanno "droga" con il bollino dello stato, ne più ne meno come ora fanno con i liquori e con il tabacco...” - Continua: http://paolodarpini.blogspot.com/2018/03/canapa-o-cannabis-le-piante-si-adattano.html


Nota - Apprendere il corretto uso della canapa - come avviene per qualsiasi altra erba o sostanza naturale - è più un fatto di “educazione e conoscenza” che di “regolamentazione”, poiché la dipendenza la da un cervello portato alla dipendenza, all’alcool, al sesso, alla coca cola… non la pianta in sé.


Le verità “ufficiali” non sempre sono “vere” - Scrive Roberto Cozzolino: “...è sotto gli occhi di tutti il reiterato martellamento mediatico grazie al quale molte “verità” imposte dalla propaganda vengono condivise acriticamente dalla maggioranza della popolazione, cui non arriva neanche l’eco di tesi contrarie, sprovviste di adeguati mezzi di diffusione, quando non addirittura criminalizzate dai sacerdoti delle “verità ufficiali”...” - Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2013/12/dalla-donazione-di-costantino-all11.html


Commento di Fedor Dostoevskij: “Nelle mani della Chiesa di Roma, i più sacri, i più ingenui e i più giusti sentimenti popolari sono diventati delle armi. Roma ha fatto tutto questo per denaro, con il solo scopo di consolidare il suo dominio terreno. E che cos’é questa se non la dottrina dell’Anticristo?" - Continua in calce al link soprastante


Una poesia per la speranza – Scrive Mariangela Gualtieri: “Questo ti voglio dire
ci dovevamo fermare. Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti ch’era troppo furioso il nostro fare. Stare dentro le cose. Tutti fuori di noi. Agitare ogni ora – farla fruttare...” - Continua: https://retedellereti.blogspot.com/2020/10/questo-ti-voglio-dire-una-poesia-per-la.html


Burkina Faso, all'insegna di Sankara – Scrive Marinella Correggia: “Thomas Sankara fu ucciso il 15 ottobre 1987 a Ouagadougou. E per ricordarlo l'università Ouaga II ha cambiato nome: ora si chiama Uts, Université Thomas Sankara. Più info su http://thomassankara.net. Intanto prosegue la lotta per la giustizia...”


L'importanza della riconoscenza verso il Guru – Disse Sri Nisargadatta Maharaj: “...coloro che hanno praticato la devozione al Guru hanno beneficiato le persone, e le persone sono devote a tali saggi anche adesso. Non c'è generosità più grande dell'offerta della conoscenza di sé perché chi la riceve diventa come chi lo dona. Perciò dovrebbe esserci devozione verso colui che dà la conoscenza...” - Continua

con testo bilingue: https://bioregionalismo.blogspot.com/2020/10/obligations-to-guru-can-never-be-paid.html


Ciao, Paolo/Saul


….....................


Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Vieni, Madre, vieni!
Le stelle sono coperte,
nubi sopra nubi,
l’oscurità è vibrante, sonante.
Il ruggente turbine del vento
è abitato dalle anime di un milione di pazzi
fuggiti dal manicomio,
che sradicano gli alberi,
spazzano via i pellegrini dal cammino.
Il mare si è unito alla furia
e onde alte come montagne s’innalzano
verso un cielo di pece.
Un lampo di fosca luce
rivela mille e mille ombre della morte,
sudicia e nera,
che diffonde piaghe e dolori,
ballando ebbra di gioia.
Vieni, Madre, vieni!”

(Swami Vivekananda)


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