Saul Arpino ritorna…
Avete visto quella faccia della foto in vetrina… chi è quello, sono forse io?
Potrei dire di sì ed anche di no…. Sono io per le convenzioni del mondo, non sono io perché l’io non può essere fissato ad un’immagine momentanea e mutevole.
Quell’io che vedete è un attore che recita in una commedia, in un certo senso non ha nome né forma precisa, come tutti gli attori che possono interpretare vari ruoli.
Ma il mio vero “io” non si manifesta solo nei ruoli ma nella sceneggiatura, nei costumi, nelle parti comprimarie, nella musica, nella regia, nelle luci, negli spettatori… eccetera…
Volendo però dargli un nome chiamerò quell’io Saul Arpino. Un nome inventato? Forse sì e forse no.. il nome potrebbe esistere od avrebbe potuto esistere… mio nonno –ad esempio- avrebbe potuto chiamarsi così… poi per motivi banali, di sopravvivenza bruta, prese a chiamarsi Paolo D’Arpini… ed io voglio seguire il suo esempio -ma al contrario- cambio nome e divento Saul Arpino, perlomeno su questo blog.
A proposito di blog… sentivo il desiderio di crearmi un piccolo palcoscenico sul quale recitare alcune parti che non mi sono consentite in altri spazi. Da questo luogo, che forse mi riporta indietro nel tempo, un ritorno ai dinosauri del passato remoto oppure verso un avanti sconosciuto, non so, mi prenderò la libertà di raccontare e mostrare agli accorti lettori alcune segrete immagini dell’essere… di quel che io sono o non sono, descrivibile o indescrivibile…..
Vostro affezionato, Saul Arpino.
mercoledì 26 agosto 2009
Il Giornaletto di Saul del 27 agosto 2009 - Teatro sul Soratte, riti sul Soratte, Caravaggio e Kafka, Gate gate, luna nuova di settembre...
vi annuncio che Laura Lucibello è tornata dal Giappone, ora finalmente possiamo riprendere le organizzazioni delle manifestazioni previste per settembre a Calcata, Sant'Oreste e Poggio Mirteto (In Vista del Soratte, rifacimento dei Riti Fescennini) e per i primi di ottobre a Roma (Ecologia profonda, alimentazione naturale, spiritualità senza frontiere). Ieri pomeriggio abbiamo avuto un brain storming ed è stato deciso che........ (?!)
Tra la posta odierna ho ricevuto un valido invito a teatro, dalla mia ex compagnia: "Un Invito a vedere il nostro nuovo spettacolo ..."Arlecchino dirozzato dall'Amore". Il 2 settembre 2009, ore 17.30 - Teatro Comunale di Sant'Oreste, visitate: http://www.teatrocinabrocalcata.blogspot.com/ Grazie! Silvana Sabatelli".
A proposito di teatro... ho voluto riesumare alcune memorie dei miei momenti epici in cui facevo l'attore e lo scrittore di grido... "Calcata: da Caravaggio a Kafka..." era il titolo, ma l'ho rivisto e l'ho fatto diventare ben più complesso... aggiungendovi sugosi particolari da dietro le quinte..... Non perdete questa chicca su:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/27/calcata-da-caravaggio-a-kafka%e2%80%a6-il-teatrino-continua-con-sodoma-e-gomorra-armageddon-apocalisse-e-%e2%80%9cvolemose-bene-e-annamo-d%e2%80%99accordo%e2%80%a6%e2%80%9d/
Ho ricevuto da Angelina delle precisazioni sul Maha Prajna Paramita Sutra pubblicato già l'altro giorno: "Paolo, non so se adesso stai dormendo o stai meditando... Comunque, ho trovato la fonte de testo che ti ho riportato, fa parte dell'Hannya shingyo che in italiano è noto come "Sutra del cuore" composto in India, ma se cerchi sulla rete lo trovi subito, ma l'altra volta avevo trovato un testo che si concludeva con " .... e si raggiunge il Nirvana..." - Ma il testo integrale prosegue e dice: "Poichè tutti i Buddha del passato, del presente e del futuro si affidano interamente alla prajna paramita è il grande mantra, il mantra più alto, il mantra supremo e incomparabile, capace di placare ogni sofferenza. Ciò è vero. Non è falso. Perciò io recito il mantra della prajna paramita che dice: Gate, gate, paragate, parasamgate, bodhi, svaha! (Andate, andate, andate insieme all'altra sponda, completamente sull'altra sponda, benvenuto risveglio!)".
Mio commento aggiunto: "Questo Gate, gate... lo abbiamo cantato parecchie volte con Upahara.. ed è una cantilena molto dolce.." (Paolo)
Comincia la narrazione sull'Ager Faliscus, propedeutica alla conoscenza del nostro territorio, in attesa della manifestazione "In Vista del Soratte" che si terrà dal 18 al 27 settembre 2009 nei comuni di Calcata, Sant'Oreste e Poggio Mirteto. Sul blog "Altra Calcata... altro mondo" leggete un primo racconto evocativo, utile meditazione per la passeggiata da Calcata vecchia a Calcata nuova e ritorno con la luna nuova del 18 settembre:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/
Credo che per oggi basti ed avanzi e vi abbraccio con invariato affetto, Paolo/Saul
lunedì 13 luglio 2009
Riflessioni e ricordi su Calcata, Sodoma e Gomorra - Lettera di Laura Lucibello
i tuoi racconti di Sodoma e Gomorra riferiti alla più
moderna Calcata mi hanno sempre divertita ed avendola frequentata per
un certo periodo in qualità (inconsapevole) di "teatrante del sabato e
domenica" concordo con te su molti aspetti e soprattutto per la
malignità, invidia, egoismo, grettitudine, ecc. ecc. che si tagliano a
fettine tanto son consistenti (come mi disse Bruno, artista sensibile,
"io in un paese che mi odia così tanto non posso rimanere"). Ed è
soprattutto per questo che ce ne siamo andati dopo pochi mesi, oltre
il fatto che forse un tempo Calcata veniva visitata per l'arte
innovativa seppur forse trasgresiva, ma ora mi sembra che di
innovativo e trasgressivo non ci sia più traccia. E trovo ben
azzeccato, per la maggior parte dei calcatesi, questo proverbio
toscano "All'uom dabbene avanza la metà del cervello, al tristo non
basta tutto."
Certo l'esempio di Lot, se analizzato, non sembra così edificante.
Per prima cosa che fa : propone agli abitanti di Sodoma, che
reclamavano i due angeli da lui ospitati, di dargli in cambio le sue
due figlie per farne ciò che volevano, anche violentarle. Poi una
volta partito le due damigelle (le sue figlie) che fanno? decidono di
giacere col padre per poter assicurare la discendenza, gli
somministrano del vino e lui poverino (innocente) non ricorda niente e
non sa niente (credevo che un uomo ubriaco a tal punto di non vedere e
non sentire nulla non riuscisae a procreare). Mentre quella poveraccia
della moglie per aver avuto un attimo di indugio ed essersi voltata
diventa una statua di sale.
Poi, la magia è esperienza del potere in cui la dimensione sacrale ed
il divino vengono strumentalizzate per soddisfare le esigenze
dell’individuo, quindi le maledizioni o le benedizioni attaccano chi
ci crede. E dopo che ti ho strapazzato un po' posso solo ricordare che un giorno
dicesti "Adesso che ti voglio bene te ne vai?", ed io ho creduto e ti
ho risposto "Io non lascio te ma Calcata".
"Sembra che si possa cogliere il male, ma solo nella misura in cui il
bene può esserne la chiave. Se l'intensità luminosa del Bene non
concedesse la sua tenebra alla notte del Male, il male non avrebbe più
la sua attrattiva. È una verità difficile: colui che la intende sente
rivoltarsi qualcosa in sé. Sappiamo tuttavia che gli oltraggi più
forti alla sensibilità provengono da contrasti. La felicità senza la
sventura che si lega ad essa come l'ombra alla luce sarebbe oggetto di
una immediata indifferenza. Questo è tanto vero, che i romanzi
descrivono senza posa la sofferenza e quasi mai la soddisfazione.
Insomma, il pregio della felicità consiste nel non essere frequente:
se fosse facile, verrebbe sdegnata, e associata alla noia la verità
non sarebbe quella che è, se non si ponesse generosamente contro il
falso. (Georges Bataille)"
Laura Lucibello
.............
Rispostina:
Per quanto riguarda la storia di Lot, da brava verginella sei andata a cercare il pelo nell'uovo con tutti i particolari (comprese le figlie e gli angeli) il fatto è che io non sono Lot e tu non sei la moglie di Lot. Quelle simbologie sono solo un'evocazione lontana...
Lot sta a significare che finché c'è una persona che incarna la coscienza pulita in una società malsana, quella società compartecipa anche della sua coscienza e quindi non è completamente persa... Per quanto riguarda il girarsi indietro della moglie sta a significare che in lei ci sono ancora aspettative ed attaccamenti al mondo che sta abbandonando, quindi vuol dire che non vive nel presente e perciò si trasforma in una statua di sale (considera che il sale per consuetudine antica serve a mantenere la carne morta così com'è senza mandarla in putrefazione).
Paolo D'Arpini